L'infanzia di Jim è stata tranquilla, per quello che New Vegas poteva offrire. Il ricordo più caro della sua infanzia è la zuppa che cucinava mamma, quello dell'adolescenza invece sono i viaggi con la carovana di papà: i commerci, le partite a carte, le chiaccherate con lui mentre erano per strada.
Poi c'è stato quel maledetto viaggio verso Arroyo: l'agguato nel cuore della notte, suo padre bloccato a terra prima che riuscisse a imbracciare il fucile, poi la cattura e la rivendita come schiavi.
Per sei anni sono rimasti sotto il giogo degli schiavisti. Sono stati anni terribili: il lavoro senza fine, il sole inclemente, l'acqua torbida che eravano costretti a bere per sopravvivere.
Poi un giorno, finalmente, la ribellione. Un piccolo gruppo di rivoltosi ha sopraffatto le guardie che li tenevano d'occhio, poi ha passato i fucili ad altri, infiammando la rivolta.
In mezzo al caos che si è generato, Jim e suo padre se la sono data a gambe. Una volta accortisi che erano inseguiti, scambiandosi uno sguardo d'intesa si sono allontanati in direzioni opposte. Gli inseguitori corsero dietro al padre, lasciando a Jim la possibilità di trovare riparo.
Solo la mattina dopo Jim trovò il coraggio di tornare sui suoi passi, alla ricerca del padre, ma non trovò nessuna traccia. Nessuno dei sopravvissuti alla rivolta, che inaspettatamente aveva avuto successo, seppe dargli alcuna indicazione. Jim decise di restare ad Arroyo: non se la sentiva di ripartire per New Vegas, sentiva di doversi sdebitare con quelle persone che gli avevano ridato la libertà.
Scoprì di cavarsela piuttosto bene con la manutenzione dei filtri per l'acqua: così semplici eppure così essenziali. Con il passare del tempo, riuscì a trovare perfino un angolino in cui far crescere un piccolo ma rigoglioso orticello. Con le verdure raccolte, spesso Jim preparava un pentolone di zuppa da condividere con gli altri abitanti di Arroyo. Non si avvicina nemmeno lontanamente a quella che faceva sua mamma, ma perlomeno gli sembrava di essere di nuovo a casa. Presto la gente iniziò a chiamarlo Carrot per questa sua abitudine, un soprannome che non gli dispiaceva affatto.
Jim non ha ancora perso la speranza di ritrovare suo padre. Ogni volta che viene organizzata una spedizione esce con loro, nella speranza di trovare una sua traccia: il suo cappello, il suo mazzo di carte, la sua borraccia... qualsiasi cosa.
Nel cuore della devastazione, i Settler di Arroyo incarnano la resilienza dell'umanità. Fondati sui principi della cooperazione e della memoria collettiva, questi sopravvissuti non sono solo un gruppo, ma un faro di speranza. Discendenti degli schiavi fuggiti e persone arrivatti succesivamente, i Settler portano avanti una missione cruciale: costruire un futuro radicato nel passato, ma proiettato verso la rinascita.
Vivono in armonia con la natura rigenerata, mescolando conoscenze antiche e tecnologie rudimentali. Gli artigiani lavorano con cura ogni pezzo di metallo recuperato, mentre gli anziani tramandano storie che guidano i più giovani. Ma il mondo è crudele: bande di razziatori, la minaccia delle creature e delle terre avvelenate sono sfide quotidiane. I Settler non si arrendono. Uniti, lottano per proteggere ciò che hanno costruito e per dimostrare che, anche nel Wasteland, la comunità e la speranza possono prosperare.
Se ti unisci a loro, troverai un popolo che considera la tua storia tanto importante quanto il futuro che insieme costruirete. Arroyo ti aspetta, dove ogni scelta modella non solo il presente, ma il domani di un’umanità sopravvissuta al giorno più buio.