Mi chiamo Xiol. Sono grande, ma dentro la mia testa l’età fa i capricci: a volte ho otto anni e voglio solo ridere e guardare le nuvole, altre volte mi sento vecchio come un albero che ha troppi cerchi nel tronco.
La gente dice che sono… “rimasto indietro” forse è perché la mia mente cammina piano perché se corre mi si ingarbugliano i pensieri e mi cade tutto per terra. Una volta mi è caduto anche il cuore, credo. Ci ho messo giorni a ritrovarlo.
Io non capisco molto bene le persone. Però capisco altre cose. A volte penso che il mondo sia un grande disegno difficile, e io posso vederne solo un pezzettino per volta.
Ma quel pezzettino io lo vedo benissimo, come quando guardi una formica e all’improvviso capisci che sta facendo una cosa importantissima per tutta la colonia, anche se nessuno ci bada.
Le persone mi trattano come se fossi fragile.
Io so che sono diverso. Lo sento negli occhi della gente prima ancora che parlino. Ma a volte qualcuno si ferma accanto a me senza fretta, e allora mi accorgo che essere diverso non è una cosa brutta.
Spero che qualcuno capisca che io non sono sbagliato. Sono solo… fatto in un modo che il mondo non sá leggere bene.