Circe ha una presenza magnetica ma inquieta. I suoi occhi verdi ti scrutano sempre un secondo di troppo, come se stessero pesando la tua anima per capire se sei vittima o carnefice. Detesta stare al centro dell'attenzione o in mezzo alla folla: la troverai sempre spalle al muro o ai margini del gruppo, vigile, come un animale che teme di essere accerchiato. Spesso si tocca la gola o tossisce leggermente quando l'aria si fa pesante, come se le mancasse il respiro.
Indossa una tenuta survival pratica e vissuta: pantaloni cargo scuri, anfibi pesanti e mani sporche di fuliggine che sono sempre nascoste nelle tasche o intente a giocherellare nervosamente con un accendino scarico.. Al collo porta una sciarpa leggera, che non toglie mai, quasi fosse una protezione vitale o un modo per nascondere qualcosa.
Parla con voce bassa, quasi rauca. La sua lealtà è selettiva: diffida istintivamente dei gruppi numerosi e delle dinamiche di branco, che sembra temere più della morte stessa. Cerca invece un legame profondo, quasi disperato, con le singole donne del gioco: verso di loro sviluppa un istinto di protezione ferreo, tacito. Sembra muoversi con un senso di colpa indecifrabile, come chi deve farsi perdonare un peccato che non confesserà mai.