Quando è arrivato nelle Borderlands, non ha urlato. Non è corso. Si è semplicemente fermato, ha guardato il timer sul telefono, e ha cominciato a calcolare. Mentre gli altri perdevano tempo in crisi isteriche, aveva già individuato le priorità e stava pianificando i prossimi passi.
È il tipo di persona che nei GAME legge le regole tre volte prima di muoversi, cerca le falle nel sistema, calcola le probabilità. Non si illude che esista una via d'uscita facile, ma non spreca nemmeno energie nella disperazione. Ogni problema ha una soluzione, ogni sistema ha un punto debole — basta trovarlo.
Il suo abbigliamento è funzionale: jeans scuri resistenti, giacca tecnica con multiple tasche, scarpe da trekking robuste ma silenziose. Niente colori vistosi, niente fronzoli. Una maglietta a maniche lunghe sotto la giacca, pratica e discreta. Ogni capo ha uno scopo preciso: resistenza, utilità, mimetizzazione.
Gli altri lo trovano inquietante. Quella calma innaturale, quel modo di guardare le situazioni come fossero equazioni da risolvere. Ma finora lo ha tenuto in vita. Quando qualcuno gli punta un coltello alla gola per rubargli i secondi, non implora — contratta. Quando un GAME sembra impossibile, non si arrende — cerca l'angolo morto nelle regole.
Non parla molto, non si confida facilmente. Il tempo è l'unica valuta che conta qui, e non lo spreca in sentimentalismi.