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Corvian
I Corvian studiano ciò che gli altri evitano: i demoni, la morte, e ciò che resta dopo. I suoi membri sono silenziosi, osservatori, spesso inquietanti per chi non li comprende. Non temono il contatto con il proibito, perché credono che solo comprendendo la fine si possa proteggere ciò che è vivo e scoprire le melodie che permettono di "danzare sulla musica della morte e della vita". Il legame tra loro è profondo, scandito da solenni rituali. Primo tra essi il patto che impedisce l’uso della conoscenza dei morti per fini personali. La pena per chi agisce in modo sconsiderato è un brusco e spietato esilio. Eppure l’ostracismo Corvian è una questione particolare. Tengono in alta considerazione anche un esilio volontario, volto a proteggere l’onore dei loro intenti. Chi capisce che il proprio tempo nella compagnia è giunto alla fine si allontana spontaneamente, abbandonando le conoscenze dei Corvian. Il rispetto dei passati compagni rimarrà con lui, così come il loro sguardo vigile.
Guerrieri
“Al seguito del più valoroso tra i figli di Sanctuarium, il Principe Aidan di Khanduras, marciano i Guerrieri: animi ardenti, temprati più dalla volontà che dall’esperienza. Le loro armature mal combaciano e portano i segni di mani frettolose, ma nelle officine sono maestri, e nessuno meglio di loro comprende i segreti dell’acciaio e degli oggetti intrisi di potere. Diffidano della magia, confidano nel braccio e nel martello; organizzati e risoluti, preferiscono la franchezza dello scontro all’arte sottile della strategia.”
Dal Diario di Deckard Cain